Di ispirazione, copiati & Co. | Cosa si intende per ispirazione e quando diventa scopiazzatura?

Oggi vi ripropongo un nuovo articolo a tema blogging (ma non per forza direi) riguardante l’ispirazione. Già lo scorso mese, avevo in qualche modo affrontato l’argomento. Avevamo parlato di come trovare l’ispirazione per creare contenuti interessanti. Alla luce di alcune “coincidenze” notate sia da me che dalla mia cara Valentina del blog Vally’s Corner, ho affrontato l’argomento nelle storie e, visto che c’è stata un’altra coincidenza – chiamiamola così, ho pensato di farne un articolo. Perciò oggi approfondiamo un po’ cosa, secondo me, si intende per ispirazione e quando invece diventa una scopiazzatura. Dico secondo me perché non sia mai che a qualche paladin* della giustizia venga in mente che io stia decantando delle verità assolute.

ispirazione o scopiazzatura

Cosa vuol dire davvero ispirazione?

Ok, prima di dirvi la mia, partiamo da un concetto base, cioè cos’è l’ispirazione. Dal dizionario del sito Repubblica, queste le definizioni:

  • “Estro creativo, impulso alla creazione artistica e intellettuale”
  • “Intuizione improvvisa, idea brillante balenata nella mente”
  • “Suggerimento, influsso, modello”

Diciamo che nel caso di noi blogger, spesso e volentieri, si tratta di un mix delle tre cose se così si può dire. Tutti, chi più chi meno, abbiamo l’impulso a creare. Tutti possiamo avere un’idea improvvisa che ci viene fuori da una situazione quotidiana e tutti in qualche modo nella vita veniamo in qualche modo influenzati da chi ci circonda.

inspiration

Cosa ci rende genitori di quell’idea?

La questione qui inizia già a diventare più complessa e non poco. Nel mondo delle scienze, non sono pochi i casi in cui due scienziati hanno avuto la stessa idea a distanza di pochissimo e pur non essendo a contatto. L’unica cosa che attribuisce in quei casi la paternità di un’idea, di una teoria o di una scoperta è la data di pubblicazione/comunicazione dell’evento. Esempio pratico di quello che sto dicendo lo si può vedere con la tavola periodica. Il chimico russo Mendeleev pubblicò la sua proposta pochi mesi prima del fisico tedesco Julius Meyer e perciò porta il suo nome.

Ma veniamo a tempi più recenti. Quando si crea un nuovo meccanismo, una nuova formula, un nuovo complesso di sostanze si utilizzano i brevetti e sono quelli ad attestare la paternità dell’invenzione o di un marchio. Successivamente ci possono essere poi delle copie proposte, e magari migliorate, da altri.

Nel campo della creazione dei contenuti, però le cose diventano assai più complesse. Nessun (o quasi nessun) blogger/instagrammer/influencer o content creator brevetta le proprie idee o i propri contenuti, che siano foto, articoli, storie o altro. Per questo motivo risulta difficile attribuire la paternità di un’idea a qualcuno. In alcuni casi basta fare una ricerca online per vedere se alcune idee sono già state trattate o meno, come sono state affrontate e a quel punto decidere se apportare il proprio punto di vista. C’è qualcosa che si può migliorare? C’è qualche cosa in più che posso apportare agli utenti con la mia esperienza? Riesco a renderla più comprensibile con un linguaggio più semplice?

L’ispirazione ai tempi dei content creator

Nel mondo della creazione dei contenuti online, ispirarsi ed influenzare gli altri sono aspetti in qualche modo sempre connessi e presenti. Soprattutto in un campo come quello legato al beauty, essere totalmente originali non lasciandosi influenzare senza trarre ispirazione è praticamente impossibile. Si è costantemente bombardati da informazioni visive e non, dalla foto super patinata, alla scelta stilistica, alle tematiche affrontate, ai brand o ai prodotti di cui si parla. E poi sono così tanti i content creator che è quasi impossibile che due o più persone non arrivino ad avere la stessa idea anche non seguendosi.

La cosa viene recepita maggiormente se si conta su una community o un pubblico piccolo (o comunque non troppo grande) e fatto di persone reali. Il perché va da sé: ci sono una maggiore genuinità e un maggior confronto con le persone con cui si interagisce. Di conseguenza, in qualche modo si resta colpiti dal lavoro altrui, si è spronati a far meglio, si vuole diventare bravi come X, la tematica ci appassiona e così via…

Io stessa un sacco di volte sono rimasta colpita da flatlay impeccabili e swatch praticamente perfetti. Come me molti altri, tant’è che spesso e volentieri, gli scatti, specialmente di prodotti, difficilmente si riescono ad identificare tra un profilo e un altro. Ci avete mai fatto caso? Finché si tratta di immagini, però diciamo che la cosa passa più in sordina, anche se nella community è capitato di sentire qualche lamentela su scopiazzature di look senza citazioni.

copiare

Il filo sottile tra ispirazione e scopiazzatura

La cosa che, però salta più all’occhio è quando l’ispirazione e/o la scopiazzatura viene applicata su un concetto teorico, su un’idea. E quanto più è piccola la propria cerchia, tanto più salta all’occhio. Ad esempio, nella mia community a parlare di alcune tematiche come il blogging o i progetti smaltimento siamo in pochissime. Se in questa stessa cerchia venisse riproposto da X un argomento da me precedentemente trattato, potrebbe essere (o non essere) una coincidenza.

Se lo stesso argomento, venisse affrontato poco dopo e peraltro con una scaletta/struttura quasi identica, seppur con esempi leggermente diversi, allora potrebbe sorgere il dubbio che non sia stata una coincidenza, ma un’ispirazione senza citazione e con poche modifiche. In buona fede quindi si lascia correre. Mettiamo il caso che la stessa persona che si è ispirata al contenuto precedente, dopo circa un paio di settimane riproponga un altro tema, affrontato circa un mese prima da voi. Pensereste ancora che si tratti di ispirazione o che questa persona stia scopiazzando le vostre idee senza, però mai citarvi?

Questo è quello che praticamente sta capitando a me da un po’ di tempo a questa parte. In queste situazioni proprio perché non ci si può attribuire la paternità assoluta di un’idea, risulta difficile affrontare l’argomento con il Pinco Panco di turno che ci scopiazzi il contenuto, facendolo passare per suo. Si può realmente contestare a qualcuno una cosa del genere? E quindi il circolo vizioso continua. La cosa senza dubbio non fa che lasciare perplessi e amareggiati chi la vive.

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Inoltre trarre ispirazione vuole in qualche modo indicare che si è creato un proprio contenuto, lo si è riadattato al proprio modo di essere, lo si è affrontato in modo diverso, in una nuova chiave. Per essere più chiari, vi metto qui anche la definizione di scopiazzare tratta dal Treccani, così che abbiamo tutti un’idea più completa e precisa:

  • “Copiare in modo grossolano, senza intelligenza e spirito critico e con scarso apporto personale, ciò che è stato scritto da altri”
  • Copiare, imitare, ricalcare, ricopiare, riprodurre, scimmiottare”

Come rispettare il lavoro altrui quando si trae ispirazione?

Quando ho affrontato l’argomento nelle storie di Instagram, in molte mi hanno risposto esponendo il proprio pensiero. E pressoché con tutte siamo giunte ad un punto comune: citare la fonte è FON-DA-MEN-TA-LE! Dai racconti altrui è emerso che è una pratica diffusa quella di appropriarsi in maniera indebita di un’idea senza citare la fonte. Addirittura in alcuni casi, c’è chi ha posto domande su un argomento alla propria fonte, per poi parlarne senza mai ringraziare o citare. Se proprio non si vuol citare la fonte, potrebbe essere sufficiente contattarla per chiedere se non è un problema.

Quando qualcuno si appropria di una foto altrui si grida allo scandalo se non viene citato l’autore e la spaccia per sua. In questi casi si chiede di rimuovere la foto o di citare la persona che l’ha scattata. Perché allora ci sono due metriche diverse nel caso di un contenuto che non sia un’immagine? Mi viene da pensare che sia solo per i motivi di cui parlavo nel paragrafo precedente.

Citare la fonte, tra le altre cose, non solo rende onesti nei confronti della stessa, ma rende più genuini anche agli occhi di chi ha fiducia in voi. Voglio farvi un esempio. Se veniste a scoprire che X propone spesso contenuti scopiazzati/ispirati senza citarne la fonte, avreste ancora la stessa fiducia e lo stesso rispetto per questa persona? Scadrebbe ai vostri occhi? Cosa pensereste di X? Sono realmente curiosa di sapere cosa ne pensate perché mi rendo conto che l’argomento sia alquanto complesso.

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Potrei stare qui a scrivere ancora a lungo, ma potrei suonare ridondante e fin troppo pesante, cosa che non mi piace. Personalmente spero che questa situazione cessi e che il mio messaggio sia stato compreso da tutti.

Vi è mai capitato che i vostri contenuti venissero scopiazzati? Come vi comportate quando prendete ispirazione da chi seguite? Citate sempre la fonte? Certo può capitare di dimenticarsene senza essere in cattiva fede. Qual è per voi il limite tra ispirazione e scopiazzatura? Fatemi sapere con un commento qui sotto 😉

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4 Risposte a “Di ispirazione, copiati & Co. | Cosa si intende per ispirazione e quando diventa scopiazzatura?”

  1. Ciao Ile, riesco a commentare solamente adesso.
    Abbiamo parlato a lungo in privato di questo argomento e ahimè sì, è una tematica delicata bisogna stare attenti e cercare di non sfociare nello “scontro” (passami il termine) perchè poi si passa automaticamente dalla parte del torto.
    Per quel che ti riguardia, ora vediamo se ci saranno sviluppi, se me li perdo tienimi informata su whatsapp XD

    1. Ciao Vale! Tranquilla, in questo periodo sono pienissima di impegni pure io.
      Sì, bisogna far attenzione per non incappare nello scontro ed eventualmente essere poi noi i “cattivoni”. Mah ti dirò, credo che per un po’ non ci saranno altri scopiazzamenti, perché potrebbe aver intuito (forse!) XD

  2. È un argomento difficile. Come dici tu a volte non è voluto, altre non sai come risalire a chi ha creato quel trend, quello stile o quel look per primo. Credo che dobbiamo fare il possibile A) per distinguerci, magari ok, ispirandoci ma rielaborando come possiamo quello che abbiamo già visto B) citare le fonti quanto più possibile!
    Un abbraccio

    1. Ciao Pier! Scusami se rispondo solo ora, ma questi sono giorni deliranti per me.
      Esatto è un argomento difficile e risalire alla fonte risulta spesso difficilino, per cui si può sospettare, ma anche davanti a forti evidenze (ripeto non è capitato solo a me di notarle) non si può fare granché.
      Ma sì, in fin dei conti rielaborare un contenuto è anche ciò che consente di far trasparire in qualche modo il proprio modo di essere, per cui scopiazzare non porta a nulla alla lunga.
      Un abbraccio

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