5 cose che ho imparato in 5 anni di blog

Lo scorso gennaio il blog è entrato ufficialmente nel suo quinto anno di vita. Visto che è un po’ che non creo articoli dedicati alla rubrica “blogging“, ho pensato che poteva essere carino scrivere le 5 cose che ho imparato in 5 anni di blog. Ovvio che, paragonata a colleghe che magari sono sul web più di me, la mia esperienza è minima. Negli anni, però mi sono accorta di diverse piccole (grandi) cose che solo chi lo fa da almeno qualche anno, può rendersi conto.

5 cose imparate blog

#1. Il pubblico e le collaborazioni non arrivano con uno schiocco di dita

Quando ho aperto il blog l’ho fatto per condividere la mia passione per il beauty con altri appassionati al makeup e al mondo della cosmetica. Per qualche strano motivo, pensavo che, siccome parlavo di una cosa che piaceva a tante persone, il mio pubblico sarebbe arrivato in poco tempo. La cosa inizialmente era frustrante, ma poi l’ho presa meglio e anche un solo commento nell’arco di una settimana mi rendeva felice e soddisfatta. Il pubblico non piove così dal nulla, bisogna farsi conoscere in qualche modo e lavorare (tanto, ma proprio tanto) sui contenuti. Solo in questo modo il mio pubblico è cresciuto al punto in cui è ora ed io qualche anno fa non me lo sarei aspettata di certo.

Stessa cosa dicasi delle collaborazioni. Tutti i beauty blogger sognano di poter collaborare con le aziende. E’ inutile che si dica che non è vero, perché credo sia ipocrita. Con questo non intendo dire che il motivo per cui io o altri abbiamo aperto il blog è per avere prodotti aggratiss, anche perché se non ci fosse la passione dietro tutto questo, nel giro di pochi mesi in molti avremmo chiuso i battenti nel non vedere collaborazioni arrivare.

Semplicemente credo che sia anche una forma di riconoscimento dei propri meriti e del proprio impegno, almeno per quanto mi riguarda. Probabilmente in questo ho una visione un po’ narcisistica della cosa, ma almeno io la vedo così. Vedermi arrivare una mail da brand blasonati come Maybelline/Garnier o altri per me è stato più come una botta di autostima, che non per la gioia di ricevere le novità in anteprima. Tornando al fulcro del discorso, anche quelle richiedono tempo e tanto lavoro. E anche quando si lavora tanto e sono già anni che si scrive, non è detto che si verifichino. Di questo comunque ho parlato più in dettagli in quest’altro articolo.

snap
Io che schiocco a più non posso, per far apparire il pubblico nei primi mesi di blog.

#2. Non si smette mai di imparare e migliorarsi

Finiti gli studi, generalmente uno si aspetta che non debba più rimettersi sui libri. Niente di più sbagliato e vi ho accennato qualcosa anche nel post sui pro ed i contro del cambiare spesso lavoro. Quando ho aperto il blog inizialmente pensavo che fosse sufficiente creare la grafica, scrivere gli articoli e scattare due foto in croce.

Con il tempo invece non solo ho capito che non era sufficiente, ma che se volevo crescere come blogger e proporre contenuti di migliore qualità dovevo studiare. Ciò ha richiesto che approfondissi un minimo le mie conoscenze in ambito fotografico (e ancora voglio migliorare perché ci sono cose che ad oggi non mi riescono come vorrei), ho dovuto studiare tutto ciò che riguarda le statistiche che si celano dietro ad un blog, come si migliorano gli articoli dal punto di vista SEO e così via. Addirittura lo scorso anno ho seguito il corso di Google Digital Training per approfondire ulteriormente l’argomento.

Ad oggi, non ho ancora idea di come mettere mano ad un codice HTML perché ho proprio un blocco quando provo a farlo. Ho il terrore di far danni e non sperimento mai nulla. In ogni caso, se prima di aprire il blog, qualcuno mi avesse detto che nel 2020 avrei acquisito conoscenze riguardanti le analisi statistiche di un blog, SEO e SEM, probabilmente lo avrei preso per pazzo. E invece eccomi qui.

html

#3. Less is more

Può sembrare un po’ retorico, ma non lo è. In primis nella grafica. Non è necessario strafare con glitter, millemila widget, ecc. Anzi, una grafica pulita, lineare, magari con qualche tocco di colore che risulti comunque leggibile, è impagabile. Io negli anni l’ho semplificata tantissimo e finalmente credo di aver trovato la pace dei sensi.

Altra cosa in cui credo sia importante cercare di mantenersi sul semplice è il menù. Negli anni mi è capitato di visitare blog che o non l’avessero proprio o che avessero troppe categorie o categorie con descrizioni poco chiare. Nel primo caso secondo me è male. Ok che less is more, ma un minimo di menù dovrebbe sempre esserci per consentire una consultazione più rapida del sito. Nel secondo/terzo caso, basta semplicemente essere più chiari.

Infine un’altra cosa in cui less is more, secondo il mio modo di vederla (il che non vuol dire che io abbia la verità in tasca), è il linguaggio. Attenzione, non sto dicendo che si debba ridurre il proprio vocabolario o che si debba scrivere male, anzi. Dal momento che ormai i siti come il mio e molti altri vengono visitati anche da non appassionati al settore, se possibile cerco di evitare tecnicismi eccessivi. Mi metto nei panni di una donna come mia madre che magari cerca informazioni su un prodotto o di un ragazzo che vuole fare un regalo alla propria fidanzata e si ritrova davanti a termini per lei/lui nuovi che non sanno a cosa associare. Probabilmente questa è una mia deformazione professionale perché anche sul lavoro cerco di rendere i concetti comprensibili evitando paroloni. Preferisco che chi mi ascolta/legga capisca i concetti che voglio trasmettere e non che si perda in una marea di paroloni, ma poi non capisca ciò che intendo.

understand

#4. I social, in quest’epoca sono importanti per pubblicizzarsi, ma non sono la vita

Una delle primissime cose che ho fatto per aumentare l’affluenza di visitatori sul blog, è stata aprire la pagina Facebook, credendo che sarebbe arrivata molta più gente. Stessa cosa dicasi per il profilo Instagram che ho aperto solo nel 2017. Credevo che la mia presenza su questi due social, facesse sì che, chi vedesse i miei scatti/post, poi cliccasse anche sui link degli articoli e di conseguenza ci fosse una maggiore affluenza sul blog. Non è così, almeno nel mio caso. Certo Instagram mi ha consentito di raggiungere qualcuno che il mio blog non lo conosceva e di sicuro mi ha stimolata nella creazione di contenuti migliori e aumentato le collaborazioni con i brand, ma il tasso di conversione è davvero minimo.

E allora come faccio ad avere tutto il traffico che ho?! Curando tantissimo SEO e parole chiave degli articoli. Questo mi consente di scalare le posizioni nei motori di ricerca e di conseguenza i miei articoli risultano essere più cliccati. Non a caso più dell’80% del mio traffico è organico, cioè deriva dai motori di ricerca. Altro fattore da non sottovalutare, tra i social è Pinterest. Rispetto a IG e Fb, Pinterest ha un funzionamento molto diverso e ciò consente di ottenere un tasso di conversione ben più alto. Per approfondire meglio la questione, vi lascio l’articolo che avevo scritto proprio su come utilizzare Pinterest.

seo

#5. La qualità è più importante della quantità

Durante il primo anno di blogging, in particolare nei primi mesi, mi sforzavo di creare quanti più articoli potessi. Ero capace anche di scriverne 4-5 per essere il più presente possibile. Già durante il secondo anno, ho iniziato a scriverne meno e fino al terzo anno il mio pubblico si è mantenuto più o meno sempre lo stesso. Durante il quarto anno, sono rimasta costante pubblicando due articoli a settimana e curando decisamente di più parole chiave, SEO, struttura degli articoli e foto. Il risultato è stato quello di una crescita decisamente maggiore del mio pubblico.

La conferma definitiva che curare la qualità di un articolo, è decisamente più importante di sfornare una moltitudine di articoli, l’ho avuta tra fine 2019 e oggi. Negli ultimi mesi sono stata decisamente meno presente, sia qui che sui social, e nei periodi migliori sono arrivata a scrivere un solo articolo a settimana. Nonostante la mia latitanza, il pubblico è comunque aumentato ulteriormente, raggiungendo quote mai viste prima per me. Probabilmente, se avessi mantenuto la media dei due articoli a settimana, la crescita sarebbe stata ancora maggiore. Nonostante tutto, ciò rende bene l’idea che è il contenuto e non la quantità ad essere il fulcro di un buon blog. Ovvio che, se pubblicassi un articolo una tantum anche io ne risentirei, però spesso non è necessario ammazzarsi cercando di sfornare tutte le idee che ci frullano per la mente.

quality


Ora la pianto perché ho scritto davvero tanto. Credevo che questo articolo sarebbe stato molto più breve e invece ho scritto tantissimo. Voi che ne pensate? Da blogger quali sono le cose che avete imparato negli anni? Fatemi sapere 😉

Vuoi rimanere aggiornato sui post e scoprire altro su me e quello che mi passa per la testa? Allora segui la pagina Facebook del blog, attiva le notifiche push  o iscriviti alla Newsletter del blog 😉
Se ti interessano gli articoli dedicati al blogging, allora leggi anche:

16 Risposte a “5 cose che ho imparato in 5 anni di blog”

  1. Mi ritrovo praticamente in tutto quello che hai scritto. Il blog l’ho aperto nel 2012 ed è cambiato totalmente da allora. La grafica era rossa e gialla e anche io cercavo di pubblicare il più possibile!
    Ancora però non sono riuscita a sfruttare Pinterest. Dovrei lavorare su quello ma il tempo per fare tutto non è mai abbastanza!

    1. Ciao Federica! Vero, la grafica io l’ho cambiata credo 3-4 volte del tutto. Con quella attuale credo di aver trovato la pace dei sensi, almeno per ora. Poi la trovo comoda perché è praticamente identica per la versione desktop, mobile e per tablet, quindi ho meno pensieri.
      Pinterest è una mano santa per quel che riguarda i social. Consente di attirare davvero tanto traffico con pochissimo sforzo se si riesce a sfruttarlo bene.

  2. Ma tu sai che proprio grazie a te ho rivalutato Pinterest? Ed è come dici, converte molto meglio (anche se con molti meno follower) degli altri social. E’ il primo social da cui ricevo traffico, prima lo snobbavo, pensa te!
    Ecco, è importante leggere altri blogger perchè c’è sempre da imparare anche per chi come me scrive da tanto tempo, che poi si rischia di restare con le solite idee ed abitudini e non va bene. Meglio il confronto, fa crescere, sempre. Grazie per condividere la tua esperienza.

    1. Ciao Sabrina!
      Sono contenta di esserti stata utile. Anzi se ti fa piacere puoi unirti alla bacheca comune che avevo creato “Italian beauty bloggers” 😉
      Esatto, quando si tratta di blogging anche se sono magari tipologie di articoli triti e ritriti tipo “Tips per fotografare i prodotti”, “Da dove prendo l’ispirazione” e così via, io li leggo sempre perché magari possono fornire qualche nuovo spunto 🙂

  3. Ciao!
    Sono d’accordo con te, soprattutto sull’importanza degli articoli scritti in ottica SEO.
    All’inizio ovviamente non ne sapevo nulla e infatti non vedevo risultati, i miglioramenti sono arrivati con lo studio e la pratica 😀

    E adesso vorrei iniziare ad utilizzare per bene Pinterest…

    1. Ciao!
      E’ stato lo stesso per me. SEO e parole chiave hanno fatto davvero la differenza.
      Se può servire c’è l’articolo che avevo scritto mesi fa. Magari può tornarti utile 😉

  4. Ciao Ile 🙂 Sono d’accordo con tutto ciò che hai detto. Alcune persone credono che basta aprire un blog, pubblicare due foto a tema per avere collaborazioni e altro ma non è così, il lavoro che c’è dietro è tanto. Considera che io all’inizio pubblicavo proprio a caso (non che adesso sia diverso eh!) e non curavo troppo né la qualità delle foto né la parte SEO. Da quando ho iniziato a farlo ho notato un miglioramento concreto! Mi piacciono molto gli articoli su questi temi! Ti mando un bacio <3

    1. Ciao Cri :-*
      Esatto, né il pubblico, né le collaborazioni piovono dal cielo. Mamma mia non me ne parlare… Pure io inizialmente pubblicavo a caso. Poi ho iniziato a cadenzare meglio gli articoli, curarne la struttura ecc ed i miglioramenti ci sono stati eccome anche per me.
      Grazie! Sono contenta che ti piacciano *_*
      Un bacione

  5. Scrivi cose giuste. Soprattutto condivido il discorso sulla grafica.
    personalmente non riesco ad entrare in quei blog coloratissimi, pieni di pubblicità e pop-up. Le stravaganze non mi rispecchiano e mi distraggono pure.
    Un abbraccio.

  6. Ciao! Guarda mi trovi d’accordo su tutto, soprattutto se si parla di pazienza e costanza, e specie sul fatto che non si smetta mai di imparare, che sia il SEO o la gestione dei social o comunque il modo migliore di approcciarsi ad un pubblico che non sempre reagisce in maniera chiara e diretta. Sono sul blog da quasi dieci anni eppure devo ancora capire tante cose 😀

    1. Ciao Pier!
      Uh mamma davvero, io ho scoperto di riuscire ad essere costante quando voglio e non me lo sarei mai aspettata. Il pubblico per me ancora rimane un punto interrogativo il più delle volte XD

  7. Ciao Ile!
    Concordo sul fatto che le collaborazioni non arrivano subito e non bisogna avere fretta. Come dici tu è gratificante ricevere una mail da un brand perché questo ci fa capire che stiamo lavorando bene, che i nostri contenuti piacciono 😊

    1. Ciao Franci!
      Esatto! In fin dei conti i prodotti li acquistiamo comunque tutte/i quindi non è quello il fine, ma è proprio la soddisfazione di vedersi riconosciuto il merito del lavoro fatto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.